Caruggi

“Vagai a lungo e senza meta tra i tortuosi vicoli della città e mi dissi, non senza un accento di trionfo personale, che infine qui c’era qualcosa che sarebbe stato pressoché impossibile modernizzare. […] Genova, come ho accennato, è la più tortuosa e incoerente delle città. […] Giù per i basamenti, nei vicoli stretti e crepuscolari, le persone si muovono di un moto perpetuo, avanti e indietro, oppure restano in piedi sulla soglia dei loro cavernosi ingressi o nei negozi tetri e affollati, chiamandosi per nome, chiacchierando, ridendo, lamentandosi, vivendo le loro vite in quella maniera fatta di conversazione che è tipicamente italiana.” Henry James

Il più grande centro storico d’Europa è una parte viva e vivace della città di Genova, che si arrocca su una collina proprio a strapiombo sul mare. Cambiamenti moderni la arricchiscono, senza snaturare la storia e l’arte.

Una Genova mercantile riaffiora nelle strade, un medioevo lontano è ancora presente nella vita quotidiana. Navi addossate alle mura cittadine, circondate da una moltitudine di persone, camalli, carbonini, schiavi, notai, armatori pronti agli affari, allo scarico, alla movimentazione.

Un grande porto del Mediterraneo. Voci diverse, lingue diverse si mescolano a formare quella che oggi è il Genovese, un miscuglio di parlate e parole. I carri a mano invadono le strette vie e si incrociano con le portantine dei signori. Non è possibile vedere l’interno, ma dal decoro e dalla foggia in cui sono vestiti i portantini si deve trattare di un ricco nobile. Servette si affrettano e per evitare la calca camminano sotto i portici dei palazzi. Odori forti di cibo e umanità si mescolano.

Il sole è raro, non riesce quasi mai a toccare la strada. Genova è segreta, non si scopre facilmente, non permette al sole di penetrare. Solo pochi fortunati possono godere del sole sui piani alti delle case. Tetti spioventi e piccoli terrazzi, spazi rari e ambiti.

Una città chiusa e inaccessibile, difficile da scoprire, molto pudica che non si mostra facilmente. Le sue strade medioevali formano un vasto labirinto, un dedalo di case altissime, le case torri. La città è vissuta e non è un museo a cielo aperto, i fantasmi di chi ha abitato qui in passato sono presenti e visibili sui muri, nei portali, nei bassorilievi, nelle scritte, nelle incisioni.

Poi tutto ad un tratto si apre una piazzetta. Un palazzo, una chiesa. Il potere delle famiglie è anche possedere una piccola porzione di questa città unica.

Archi, colonne, marmo, pietra nera – un medioevo di pietra che resiste e che si mostra piano piano a chi desidera scoprirla.

I palazzi governativi mostrano la potenza di una grande Repubblica. Palazzo Ducale e la sua Torre Grimaldina, la cinta di Mura e le maestose porte di ingresso, le carceri, i fondaci raccontano una vita di affari e traffici commerciali, di grande lavoro e dedizione. Grandi politici e grandi avventurieri, naviganti di fama internazionale come Cristoforo Colombo, hanno percorso le vie di questa città incoerente e del tutto inusuale.


Hello Genoa

"Fate che il vostro spirito avventuroso vi porti sempre ad andare avanti per scoprire il mondo che vi circonda con le sue stranezze e le sue meraviglie. Scoprirlo significherà, per voi, amarlo."

Kahlil Gibran

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